La tecnica del super cropping nelle coltivazioni di marijuana

La tecnica Super cropping (chiamata anche “super crop” nell’ambito dell’High Stress Training o HST) consiste nello schiacciare e piegare in modo controllato un ramo per “interrompere” parzialmente i suoi tessuti interni senza arrivare a spezzarlo. L’obiettivo non è danneggiare per il gusto di farlo, ma migliorare la struttura della pianta per ottenere una chioma più uniforme, una migliore distribuzione della luce e rami più capaci di sostenere fiori pesanti.

Callo formato dalla tecnica del super cropping
Callo formato dalla tecnica del super cropping

Cosa cerca il Supercropping e perché funziona

Quando pieghi un ramo oltre il punto di rottura (senza rompere la corteccia), la pianta attiva una risposta di riparazione: aumenta il rinforzo del “nodo” (callo), ridistribuisce la crescita verso i laterali e tende a stabilizzare la sua struttura. In pratica, questo si traduce in minore dominanza apicale, maggiore controllo dell’altezza e una chioma più piatta, cosa fondamentale in indoor quando la luce è limitata e proviene dall’alto.

La spiegazione fisiologica si inserisce in ciò che si conosce sulle risposte agli stimoli meccanici nelle piante (tigmomorfogenesi): stimoli di flessione o lievi danni possono modificare i modelli di crescita e rinforzare i tessuti tramite segnali ormonali e di difesa. Nella cannabis, il coltivatore utilizza questo principio in modo mirato per ottenere una struttura più produttiva senza ricorrere ai tagli.

La tecnica del Super cropping ci garantisce un’elevata produzione di resina
La tecnica del Super cropping ci garantisce un’elevata produzione di resina

Quando applicare il Super cropping

Il momento più sicuro è di solito la fase vegetativa o, al massimo, l’inizio della fioritura (quando c’è ancora margine per recuperare).

In fioritura avanzata il rischio aumenta: rami più rigidi, maggiore probabilità di spezzarsi e un recupero più lento che può influire sulla produzione. Le guide di coltivazione orientate all’HST concordano sul fatto che la pianta debba essere vigorosa e priva di stress pregresso prima di applicare tecniche di alto stress.

Questa tecnica è molto adatta alle piante sativa a lunga fioritura.

Quali rami scegliere

Il Supercropping si usa soprattutto per controllare le cime dominanti che si slanciano verso l’alto e rompono l’uniformità della chioma.

Può essere applicato anche per “aprire” la pianta e migliorare la penetrazione della luce e la ventilazione nelle zone interne, riducendo microclimi che favoriscono i funghi. L’idea è correggere l’architettura, non “allenare tutto a prescindere”.

Come fare il Super cropping passo dopo passo

1) Scegli il punto. Individua una zona del fusto del ramo che sia ancora flessibile. Di solito funziona bene un tratto a metà altezza del ramo principale o di un secondario molto dominante, lasciando sopra sufficiente struttura e foglie per continuare a fotosintetizzare.

2) Ammorbidisci i tessuti. Con le dita (pollice e indice), “rotola” delicatamente il fusto, applicando una pressione graduale per alcuni secondi. L’obiettivo è sentire che l’interno cede e diventa malleabile, senza lacerare la pelle esterna.

3) Piega e posiziona. Una volta ammorbidito, piega lentamente il ramo fino a portare la cima in una posizione più orizzontale o al livello della chioma. Se lo fai bene, il ramo resterà piegato ma non separato.

4) Fissa se necessario. Se il ramo risulta instabile o c’è il rischio che risalga per tensione, fissalo con un legaccio morbido o un tutore. Non è “LST puro”, ma aiuta a mantenere l’angolo durante il recupero.

Con il super cropping uniformiamo l’altezza delle piante della coltivazione
Con il super cropping uniformiamo l’altezza delle piante della coltivazione

Cosa aspettarsi dopo

In 24–72 ore, molte piante mostrano una riorientazione della cima verso la luce, mentre il “nodo” si rinforza. Questo ispessimento (formazione del callo) è il tipico segnale di riparazione.

Se la pianta era in salute, il recupero è di solito rapido e la chioma diventa più uniforme.

La tecnica del super cropping ci aiuterà a creare una buona chioma di fioritura
La tecnica del super cropping ci aiuterà a creare una buona chioma di fioritura

Cure post-tecnica

Dopo il supercropping conviene evitare di “accumulare” ulteriore stress lo stesso giorno: è meglio evitare trapianti, potature importanti o cambi aggressivi nella fertilizzazione.

Dobbiamo mantenere un’irrigazione corretta e un clima stabile, e controllare che non ci siano ferite aperte. Nelle tecniche di alto stress, l’igiene e un ambiente pulito riducono il rischio di infezioni opportunistiche.

Errori nell’applicazione del supercropping e come evitarli

L’errore più comune è premere troppo forte e spezzare il ramo. Se succede, si può tutorarne e fissarne la parte per favorire la saldatura dei tessuti, ma l’obiettivo del Supercropping è proprio quello di non arrivare a questa rottura.

Un altro possibile errore è farlo su piante già stressate (carenze gravi, eccesso di EC, parassiti, freddo, caldo), perché il recupero sarà più difficile.

Super cropping vs altre tecniche

Il Supercropping si differenzia dalla potatura apicale o dal “topping” perché non elimina l’apice: modifica la direzione e la risposta di crescita tramite uno stimolo meccanico.

Si differenzia anche dal classico LST (Low stress training) perché qui c’è una componente di alto stress e riparazione tissutale. Molte guide consigliano di padroneggiare prima l’LST e poi passare all’HST (High Stress training) quando si cerca un controllo più aggressivo della chioma.

Quando vale la pena (e quando no)

Il Supercropping dà il meglio quando serve livellare la chioma in indoor, domare fenotipi molto vigorosi o rinforzare rami che dovranno sostenere fiori pesanti.

Non è indispensabile in tutte le coltivazioni: se hai già una chioma uniforme con LST, reti tipo SCROG (Screen of green) o una potatura ben pianificata, potrebbe non aggiungere molto e solo aumentare il rischio. La tecnica è uno strumento, non un requisito.

Riferimenti consultati

  • Ed Rosenthal spiega il Super cropping come un training dei rami dominanti per migliorare l’esposizione luminosa e la dimensione dei fiori.
  • Journal of Experimental Botany e revisioni correlate descrivono la risposta delle piante agli stimoli meccanici (tigmomorfogenesi) e la loro relazione con ormoni e cambiamenti strutturali.
  • Frontiers in Plant Science passa in rassegna i concetti di dominanza apicale e il ruolo dell’auxina nell’inibizione/attivazione dei germogli laterali, una base fisiologica utile per capire perché ridistribuire la crescita cambia l’architettura.

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