Caratteristiche principali delle piante automatiche
I semi di marijuana Autofiorenti o Automatici si caratterizzano per essere piante che fioriscono da sole, cioè, che non sono fotodipendenti, non dipendono dal ciclo di luce e oscurità come invece succede con i semi femminizzati di cannabis. Una volta che il seme è germinato, questo passa attraverso un periodo di crescita vegetativa di circa 15-21 giorni e poi inizia la fioritura indipendentemente dalle ore di luce che sta ricevendo. Questa caratteristica fa sì che siano piante molto apprezzate da molti coltivatori, dato che offrono un raccolto in soli 60-80 giorni dalla germinazione, molto più rapidamente rispetto alle genetiche tradizionali. 
Tuttavia, molti altri coltivatori non hanno mai piantato semi autofiorenti perché credono che siano più difficili da coltivare o che richiedano cure speciali, quando semplicemente è sufficiente tenere in considerazione alcuni concetti base al momento di lavorare con loro. Per questo motivo, in questo post vogliamo dare risposta alle domande più frequenti sulle Auto, così come svelare i pro e i contro della coltivazione di marijuana autofiorente.
Quali sono i vantaggi di coltivare autofiorenti?
Il principale vantaggio di questo tipo di genetiche è, senza dubbio, il loro rapido ciclo di sviluppo tra 65 e 90 giorni a seconda della genetica e del loro carico sativa, che ci permette di godere del loro raccolto di cannabis in modo molto rapido. Questo è ideale per quei coltivatori che non vogliono investire molto tempo nella loro coltivazione, per fare vari raccolti durante la stagione outdoor, in modo scaglionato, e così ottenere un'abbondante produzione di fiori sfruttando al massimo spazi ridotti, oppure per avere qualcosa da fumare durante l'estate, prima che le nostre piante femminizzate o regolari da esterno terminino il loro sviluppo. 
Quali sono gli svantaggi di coltivare autofiorenti?
Per quanto riguarda gli inconvenienti che offrono, molto pochi rispetto ai vantaggi, possiamo evidenziare le loro dimensioni e il loro breve tempo vegetativo che faranno sì che otterremo sempre piante piccole, il che si ripercuote nel fatto che non supereranno i 150-200g/pianta, sia nelle coltivazioni di marijuana in esterno che in interno. Questo punto è davvero soggettivo, poiché sarà un inconveniente per gli amanti delle piante enormi e piene di cime di infiorescenze, ma sarà ideale per chi vuole un raccolto discreto con un buon rapporto infiorescenze/dimensioni. Un'altra differenza sarebbe che le auto offrono livelli di THC tra il 18% e il 20% in media, simili alla maggior parte delle genetiche femminizzate, ma è vero che queste ultime possono offrire una maggiore concentrazione di questo cannabinoide, raggiungendo persino il 25%-28% in alcuni casi, mentre nelle auto questo non succede. Un punto che dobbiamo tenere in considerazione è che non ci permettono di ottenere talee con cui lavorare, ovvero, non potremo conservare una pianta madre a partire da un clone, poiché tali cloni si comportano esattamente come la madre, iniziando la fioritura quando raggiungono la maturità, dopo poco tempo. Infine, alcuni coltivatori ritengono che non siano piante adatte alla coltivazione indoor, dato che necessitano di un vaso grande e più alto che largo (tra 15 e 20 litri) per offrire tutto il loro potenziale, occupando molto spazio nell'armadio e permettendoci di coltivare poche piante ogni volta, il che fa sì che non si sfrutti bene tutta l'energia luminosa investita. 
Perché le piante autofiorenti rimangono piccole?
Sapendo tutto ciò che è stato detto finora è momento di affrontare questa domanda che sicuramente tutti ci siamo posti almeno una volta coltivando genetiche Autofiorenti. Le mie piante non sono cresciute. Perché? Ebbene, in sintesi, possiamo dire che è dovuto o a cause ambientali, o allo stress, o alle dimensioni del vaso e alla quantità di substrato. Cioè, le piante autofiorenti hanno un periodo di crescita molto breve, come abbiamo già detto, e devono sfruttarlo al massimo per crescere il più possibile. Inoltre, quanto più spazio ha la radice principale della pianta, tanto più crescerà anche questa in altezza, motivo per cui queste piante mostrano il loro massimo potenziale se le seminiamo in piena terra, dato che non incontrano la limitazione imposta dal fondo del vaso. 
Se piantiamo la pianta in un vaso troppo piccolo, o questa riceve pochissime ore di luce solare, o cattivo tempo e freddo, oppure se utilizziamo una terra molto compatta che ostacola lo sviluppo radicale, o le diamo poco fertilizzante, o ancora la attaccano i funghi o le piaghe della cannabis, la pianta frenerà il suo sviluppo, rimanendo molto piccola. L'ideale è piantarla in un vaso profondo o in piena terra utilizzando un substrato areato, equilibrato e di qualità, durante la stagione di primavera – estate, quando non c'è più freddo né gelate, con una buona quantità di ore di luce (ideale 16h-20h), innaffiandola con cura, evitando sia le carenze che gli eccessi, per ottenere uno sviluppo ottimale.
Si possono potare le piante automatiche?

Quale vaso e quali fertilizzanti usare nella coltivazione di Autofiorenti?
Se le coltiveremo su una terrazza o in interno, dovremo farlo in un vaso, sia rigido che tipo Smart Pot. Il volume che sceglieremo determinerà la dimensione finale delle piante, diventando più piccole man mano che riduciamo il volume dei contenitori. Se vogliamo che le piante offrano tutto il loro potenziale, dobbiamo usare un vaso conico da 18L, con maggiore profondità che larghezza, che permette alla radice principale di svilupparsi al massimo. Ma se desideriamo controllare la loro altezza per una coltivazione discreta, possiamo optare per vasi da 10-12l al massimo. Quanto ai fertilizzanti, possiamo usare quelli che ci piacciono di più, sia organici, che organo-minerali che minerali puri, sempre tenendo conto che non necessitano di alte concentrazioni di azoto a causa della loro breve crescita vegetativa. 
Si possono coltivare autofiorenti in SCROG e in SOG?
Le varietà di marijuana automatiche non sono adatte per questo metodo di coltivazione. Ciò è dovuto al fatto che le piante coltivate in SCROG richiedono diverse settimane di crescita per poter sviluppare rami sufficienti e riempire così lo spazio di coltivazione, cosa che non si può fare con esse dato che possiedono un tempo di crescita limitato a 2-3 settimane. Per la coltivazione di marijuana con il metodo SCROG, si raccomandano varietà non autofiorenti con una percentuale sativa di almeno il 50%. Per questo tipo di coltivazione, necessitiamo dare un periodo di crescita più lungo rispetto alla coltivazione SOG, ossia di circa 20 giorni come minimo. Le varietà raccomandate per il metodo di coltivazione SCROG sono Easy Haze, Amnesika 2.0, Fruity Jack e la nostra varietà regolare Jamaican Blueberry BX. Quanto alla coltivazione in SOG, si può arrivare a farla, usando vasi piccoli (5-7L) affinché le piante sviluppino solo una punta centrale senza quasi ramificazione, riempiendo lo spazio di coltivazione con esse, ma otterremmo lo stesso risultato che usando piante femminizzate, senza alcun vantaggio. Buona coltivazione!