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La corretta installazione elettrica della nostra coltivazione indoor di marijuana è uno degli aspetti chiave da tenere in considerazione se vogliamo un impianto sicuro ed efficiente, quindi non dobbiamo ignorare la sua importanza. Il banco di semi di marijuana Philosopher Seeds vi raccomanda di leggere attentamente questo post e di consultare un elettricista di fiducia in caso di dubbi. Un impianto di coltivo fatto male o in disaccordo con la potenza massima erogata da contratto, potrebbe significare uno sconvolgimento dei piani. Pertanto, dobbiamo avere ben chiari una serie di aspetti e non confidare in soluzioni "per tirare avanti". Certamente, utilizzare materiali omologati e di qualità è indispensabile anche per poter coltivare tranquilli. In questo post vi parleremo di alcuni importanti dettagli, relazionati con l'elettricità, di cui tener conto quando decidiamo di pianificare e installare una coltura indoor. Dai concetti teorici fino a come calcolare le spese elettriche di ognuno degli elementi del vostro impianto. Entriamo nei dettagli. 
L'installazione elettrica dell'abitazione
Quando decidiamo di coltivare cannabis indoor (o qualsiasi altra pianta), la prima cosa che dobbiamo fare è comprovare l'installazione elettrica della casa, del locale, ecc. dove vogliamo montare la nostro coltivazione. È importante conoscere la potenza massima erogata da contratto dalla compagnia elettrica di cui siamo clienti, così come dobbiamo controllare che l'impianto della casa sia in accordo con questa potenza, cioè che il flusso e tutto il cablaggio e quadro della luce dell'abitazione abbiano le caratteristiche necessarie. 
Impianto elettrico di un auto-coltivazione di cannabis
Immaginiamo di voler iniziare una coltura per produrre in casa le quantità per il nostro consumo personale di marijuana e per quello disponiamo di una abitazione. Abbiamo verificato la linea che alimenta questa abitazione e sappiamo che i cavi dell'impianto hanno una sezione di 1,5 mm. Come abbiamo visto precedentemente, potremo usare un massimo di 1.840W, l'80% della sua capacità totale. Dato che vogliamo installare due lampade da 600W, e che avremo bisogno di circa 300W in più per il sistema di ventilazione, raggiungiamo un totale di 1500W (1500/230 = 6,52A, perfetto per una linea di 10A, dei quali useremo solo 8A). 
Come calcolare il consumo elettrico della nostra coltivazione
Sapere quanto consuma il nostro coltivo è semplice. Praticamente, dipende dalla potenza di ogni dispositivo, dal prezzo per chilowatt e dalle ore di uso quotidiano. Per quello, dovremo solo utilizzare la seguente formula: In crescita (18 ore di luce giornaliera), per un totale di 1.500W a 0.1269 €/kW: 1500 x 18 = 27000W al giorno = 27kW al giorno. Moltiplichiamo per 30 per sapere il consumo mensile: 27 x 30 = 810kW. Resta solo moltiplicare per il prezzo dei kW : 810 x 0,1269 = 102,79 €/mese. In fioritura (12 ore di luce giornaliera), per 1500W : 1500 x 12 = 18000W al giorno = 18kW/giorno. Moltiplichiamo per 30 per sapere il consumo mensile : 18 x 30 = 540kW. Resta solo da moltiplicare per il prezzo dei kW : 540 x 0,1269 = 68,52€/mese. Se ci interessa, possiamo fare una lista con tutti i componenti elettrici del nostro impianto e calcolare individualmente ogni costo usando la stessa formula che abbiamo visto. Un'altra opzione che abbiamo è acquistare un misuratore di consumo elettrico. Questo apparecchio (anche chiamato monitor energetico) funziona in wifi e ci permette di sapere esattamente ed in tempo reale il consumo elettrico della sala/abitazione. Ci dà i dati in kW, costi in euro e in chilogrammi di CO2 emessi. Di solito sono costituiti da 3 parti: sensore, trasmettitore e ricevitore. Il suo utilizzo è molto semplice, perché dobbiamo solo collegarlo al quadro della luce per iniziare a monitorare il consumo. 
Sistemi di sicurezza elettrica per coltivazioni di marijuana
Come abbiamo visto, i magnetotermici agiscono come sistemi di sicurezza per le diverse linee di corrente elettrica dell'abitazione. Come indica il suo nome, sono costituiti da due parti (una bobina e una striscia bimetallica) che offrono protezione magnetica e termica. Abbiamo parlato anche dell'interruttore differenziale, un altro pezzo di sicurezza indispensabile in qualsiasi impianto elettrico domestico. Anche se non sono gli unici dispositivi che sono utili nel nostro impianto. Un altro piccolo dispositivo che potrebbe interessarci è il contattore, che unito ad un interruttore orario analogico ci darà la massima affidabilità ed eviterà qualsiasi rischio di errore, coma accade a volte con i timer, da presa elettrica, che troviamo di solito in ferramenta, i quali hanno un pezzo che controlla accensione/spegnimento del dispositivo collegato, che spesso si fonde se colleghiamo più di una lampada da 600W, lasciando le nostre piante con 24 ore di luce diaria. 
Norme basilari di sicurezza per i lavori con elettricità
Vi mostriamo una lista delle misure di sicurezza che non dovete dimenticare quando lavorate con l'elettricità:
- Usare indumenti adatti
- NON indossare pezzi di metallo: catene, orologi, anelli, piercing, ecc. perché potrebbero provocare un corto circuito
- Vicino a parti con corrente o macchinari, usare indumenti stretti e scarpe antiscivolo
- Se possibile, lavorare senza corrente
- Nelle linee ad alta tensione, e anche se il circuito è stato scollegato, l'elettricista deve collegarsi a terra con un buon conduttore
- Usare guanti adatti quando si lavora vicino alle linee ad alto voltaggio e proteggere i cavi con materiale isolante
- Aprire completamente gli interruttori (non a metà) e non chiuderli fino a quando non si è sicuri delle corrette condizioni del circuito
- Se non conosciamo il circuito o se è una connessione complicata, familiarizzare prima con l'impianto e assicurarsi che tutto sia montato correttamente
- Usare strumenti adeguati ed omologati
